Esempio di relazione

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GLI INCONTRI TIPO

 

In questo caso le seguenti relazioni sono state stilate da Maria Cappuccio.

 

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Lunedì 05 Dicembre 2011.

1) Marta guida la prima attività:

mani sulle gambe, occhi chiusi, piedi a terra, concentrarsi sul respiro. Viene chiesto

come ci si sente in questo momento, cosa si prova.

La voce guida propone di immaginare che la giornata di oggi sia un romanzo o un testo

teatrale: che titolo ha questa giornata?

Dato il disagio provocato dal pulmino (ritardo eccessivo e non affidabilità nell’orario)

molti hanno espresso il sentimento di rabbia e di fastidio causato da questo problema.

È stato interessate sviluppare tale sentimento di rabbia. Infatti viene chiesto di esprimere

questo stato d’animo con un movimento fisico. Ognuno trova un gesto per esprimere

la rabbia e lo si ripete tutti insieme. ( Viene ricordato che ciò che ci accade è utile

riportalo nel teatro, buttare tutto quello che si prova dentro alla recitazione, e sfruttare

tale possibilità ).

2) Riscaldamento fisico e vocale guidato da Raffaella.

- In piedi, immaginare di essere un cipresso altissimo e muoversi come tale, allungarsi

verso il cielo. Poi diventiamo un uccellino appena uscito dal nido, un palo della luce

luminoso, cannette flessibili, pioggia che forma una pozzanghera ( ognuno si avvicina

al centro del cerchio per formare la pozzanghera),vapore acqueo, nuvole e ancora pioggia.

- Luciano accenna una filastrocca, quindi gli viene chiesto di insegnarcela e guidare il coro.

Il riscaldamento vocale continua con “la piccola Alice caduta qua giù …” ( si parte da

un volume basso e si alza man mano che procede la declamazione della frase).

-Pausa-

Durante la pausa è arrivato il pulmino.

4) La prove sono precedute da un momento di rilassamento e di riscaldamento per

riacquistare la concentrazione utile per lo svolgersi delle attività.

- Respirare e immaginare di avere una luce nella pancia, emanare il suono di questa luce.

- Fare una ola pronunciando O-E-A , il volume aumenta e anche il corpo, progressivamente,

da “chiuso si apre”. Fare la stessa cosa con “La piccola Alice ...”: si struttura il movimento

fisico in base al volume raggiunto (da busto appoggiato alle gambe e braccia a terra, ad

apertura totale verso l’alto di braccia e busto).

Riflessione sull’importanza del corpo: il corpo aiuta ad alzare il volume della voce, infatti

quando si alza il corpo si alza anche la voce.

Viene assegnato ad alcuni il ruolo di guidare il coro ( il comando nel coro è fondamentale,

poiché ci si intona alla persona che guida il coro).

5) Prove: filastrocca recitata in coro e interpretazioni per immagini e per dare ritmo alla

declamazione contare 4 passi nei movimenti. Vengono definite le posizioni da tenere

durante il coro.

Riflessione:

In questa giornata, colma di distrazioni e complicanze organizzative, il programma di

lavoro da svolgersi è stato ridimensionato a seconda delle esigenze e degli imprevisti

che man mano si sono susseguiti. Una difficoltà iniziale di concentrazione è stata ben

arginata dalla fermezza e perseveranza negli esercizi di Marta e Raffaella.

Durante il primo esercizio (dare un titolo alla propria giornata) mi ha sorpreso lo spirito

di Ruggero che ha riso della sua “giornata di merda” (come da lui intitolata).

Mi sono posta la seguente domanda: il carattere positivo e la capacità di sdrammatizzare

su eventi negativi della propria vita, può aiutare la convivenza con la malattia di Parkinson?

Può decelerare l’avanzamento della malattia? E non è forse la stessa azione benefica che

compie il teatro diventando il bacino di sfogo dove riversare le loro tensioni, preoccupazioni

e stati d’animo?

 

Lunedì 12 Dicembre 2011.

Carola e Gianluigi conducono gli esercizi in questa giornata.

1) Viene chiesto di chiudere gli occhi e pensare a questa mattina, al primo pensiero

appena svegliati.

Gianluigi interviene durante il racconto dei partecipanti: per migliorare la fuoriuscita della

voce suggerisce di respirare prima di parlare ( ad esempio con Barbara e ha un ottimo

risultato), fa sedere in modo corretto Ruggero prima che incominci a parlare ( la postura

aiuta la fuoriuscita della voce).

2) Carola chiede ad ognuno di immaginare cosa sarebbe se fosse un albero, un arbusto

o un fiore e come potrebbe dire “ciao” ( utile per la recita).

A Viktor, che ha difficoltà nel parlare, viene chiesto di dire “ciao” cantandolo.

La sollecitazione degli insegnanti ha un riscontro positivo.

Riflessione:

È stato interessante osservare che, alla parola “ciao”, siano stati aggiunti volontariamente

dei gesti da parte di ogni partecipante. Infatti non era stato chiesto o specificato di associare

alla voce della pianta anche un movimento (come invece è stato fatto in altre occasioni).

Questo movimento è nato spontaneamente in ognuno di loro. Forse perché “ormai”, a furia

di esercizi, sono abituati a questo tipo di associazione tra parola e corpo, o forse perché

hanno cominciato realmente a vivere il loro corpo in modo diverso e inscindibilmente dalla

loro voce? I suoni del saluto sono stati a mio parere molto creativi e soprattutto significativi.

2) Riscaldamento:

- respirare profondamente facendo seguire il movimento dell’aria, che entra ed esce dal

corpo, con le braccia.

- guardare su, davanti e giù; a destra, al centro e a sinistra ( far seguire il movimento della

testa allo sguardo); piccoli circoli del collo.

- circoli con le spalle: indietro e in avanti ( durante questo movimento è come se si

disegnassero dei cerchi nell’esterno coscia con le mani).

- con le mani sul bacino aprire e chiudere il torace, muovere il bacino in avanti e indietro,

poi verso i lati, e infine rotazioni circolari.

- marcia sul posto.

- auto percezione.

4) Riscaldamento vocale.

- frasi con accentuazione nelle vocali.

- dire una frase cambiando toni a seconda di ciò che si dice ( voce della volonta ha il suono

delle percussioni, la voce del sentimento ha il suono delle arpe, la voce del pensiero ha il

suono delle trombe).

-pausa-

Prove spettacolo

 

Lunedì 9 Gennaio 2012.

Carola e Gianluigi hanno guidato le attività.

Momento di condivisione delle trascorse vacanze di Natale, propositi per l’anno nuovo.

- Viktor non riesce ad usare un tono di voce adeguato, allora gli viene detto di “buttare”

la voce sulla faccia del suo interlocutore. Questa metafora ha ottenuto subito un risultato

positivo. Gli viene chiesto di ripetere la frase “riuscire a farmi sentire” con un tono di voce

sempre più alto; anche questa richiesta viene soddisfatta, se non senza fatica, in modo soddisfacente.

1) Riscaldamento:

- apertura e chiusura dello sterno; girare la testa a destra, al centro, a sinistra; ruotare le

spalle in avanti e in dietro; giro del bacino;marcia lenta sentendo il piede che poggia quando

torna a terra; auto percezione.

- riscaldamento vocale rispettando il tempo del respiro prima dell’inizio della frase.

- esercizio di declamazione delle frasi secondo il tono di declamazione di: pensiero,

sentimento, valore. Interessante è stato notare come i gesti che faceva Gianluigi, durante

gli esempi di declamazione delle frasi, siano stati ripetuti in modo spontaneo da alcuni partecipanti. Forse è stata pura mimesi ma c’era in loro anche una certa volontà di ampliare

e personificare i gesti che accompagnavano la declamazione.

Prove dello spettacolo.

 

Lunedì 16 Gennaio 2012.

Le attività sono state condotte da Raffaella e Carola.

1) Riscaldamento con sottofondo musicale:

- spolverarsi dalla realtà ( Raffaella pone al centro del cerchio il secchio della spazzatura

per gettare tutta la propria polvere lì dentro);

- lucidarsi come se fossimo oro e argento (riflessione: credo che immaginarsi altro da sé

sia molto utile per giustificare i movimenti che si devono fare per compiere un’azione, infatti

tutti i partecipanti erano molto motivati nel fare questo tipo di riscaldamento.);

-seguire la musica con movimenti semplici delle braccia, con solo la testa, solo le spalle

solo il busto, il bacino, caviglie e gambe. Il tutto è stato fatto eseguire con ritmo lento che,

a mio parere, ha consentito, ad ognuno, di avere il tempo per percepire le reazioni del

proprio corpo;

-un partecipante viene posto al centro del cerchio, tutti devono seguire ed imitare i movimenti

che lui compie, successivamente deve dare il cambio a un altro partecipante. Pochi sono

stati coloro che hanno eseguito la loro performance rivolgendosi, di volta in volta, di fronte

a tutti i partecipanti, la maggior parte ha preferito porsi solo di fronte a pochi che costituivano

il cerchio.

È stata molto importante la testimonianza compiuta da Amalia: i suoi movimenti involontari

e veloci, una volta al centro del cerchio, si sono trasformati in un susseguirsi di armonia e delicatezza tanto da lasciare tutti a “bocca aperta”. Parlando con Amalia ho capito che è

stato il suo pensiero, diretto dal “posso fare determinati movimenti, se solo io lo voglio”, a

farla vincere sull’ “inquilino” che è dentro di lei.

- altri esercizi di riscaldamento e respirazione con il diaframma.

2) riscaldamento vocale:

- sbadigliare;

-ripetizione singolarmente e poi in sequenza di: hAm, hEm, hIm, hOm, hUm;

-ripetizione di filastrocche con cambio di ritmo a seconda delle idee che le parole ci suggeriscono;

-gioco dei contrari: dire il contrario di quello che una persona dice, imitandone però il tono.

3) Con la musica, muoversi nello spazio: viene detto di cercare un anello che è stato perso,

così come farebbe il proprio personaggio assegnato in “Alice nel paese delle meraviglie”.

È stato un momento utile per arricchire il proprio personaggio con suggerimenti degli

insegnanti.

-pausa-

4) Ogni partecipante si pone di fronte al pubblico presentando il proprio personaggio; viene

intavolata una conversazione tra il pubblico e il personaggio. Questo metodo è molto utile

per far emergere caratteri del personaggio utilizzabili per arricchire i movimenti o il modo

di parlare dell’animale. Viene chiesto di dare un nome proprio al personaggio che si

interpreta, e di umanizzarne le caratteristiche e i sentimenti.

 

Riflessione:

La mia riflessione scaturisce dalla critica, fattami presente, da una delle partecipanti alle

attività di questa giornata. La sua critica riguardava il metodo di introduzione, durante le

prove, di nuovi movimenti nel personaggio, da parte degli insegnanti. Infatti ho notato che

spesso non si ha cura dei limiti fisici che sono imposti dalla malattia al paziente di

Parkinson, suggerendogli di compiere movimenti un po’ troppo azzardati (esempio: un giro

su se stesso dopo aver detto la battuta, quattro passi in avanti e poi due in dietro ecc..).

Ma questo metodo, può essere percepito come incentivo nel movimento per un suo

miglioramento o come non conoscenza delle difficoltà motorie che il malato deve affrontare?

Non vorrei prendere posizione in tale disputa, poiché le mie possibilità di valutazione sono

al quanto limitate, e la mia attività si riduce, purtroppo, solo a quella di osservatrice.

Tuttavia credo che sia importante chiarire tale dubbio con una opportuna spiegazione

dei metodi utilizzati dagli insegnanti. Credo altresì fondamentale giustificare ogni minima

richiesta che viene posta al partecipante poiché il movimento, se compiuto con

consapevolezza e cognizione di causa, avrà effetto positivo non solo sul compimento

dell’azione, ma anche sull’efficacia terapeutica.